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Frutto della varietà Nebbiolo ma che si riconosce sotto un’altra DOCG che è quella di Barbaresco, sono i vini prodotti nei tre comuni che fanno capo a questa denominazione ossia Barbaresco, Treiso e Neive e da una parte della Frazione di San Rocco Seno d’Elvio della città di Alba.

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Denominazione e Disciplinare Barbaresco

Il riconoscimento della Denominazione di origine controllata risale al 1966 e quello della Docg all’Ottobre 1980.

L’invecchiamento minimo di legge è di 26 mesi, calcolati dal 1 novembre dell’anno di raccolta delle uve.

Almeno 9 di questi mesi devono trascorrere in botti di legno.
Per quanto attiene ai Barbaresco Riserva: il termine si può indicare in etichetta quando il vino ha trascorso in azienda almeno 50 mesi, sempre calcolati dal 1 novembre dell’anno di raccolta delle uve.

La produzione massima per ettaro è di 8.000 kg di uva mentre la gradazione alcolica minima è fissata in 12,5 % Vol.

Grande denominazione con prodotti che si esprimono su alti livelli che al pari del Barolo stanno imponendosi all’attenzione mondiale con un prodotto che può presentarsi con diverse sfaccettature figlie del terroir e della mano del produttore che lo accudisce.

Il Disciplinare del Barbaresco ha recepito delle modifiche nell’Aprile 2010 con le quali  è stato introdotto come a Barolo il concetto di Menzioni Geografiche Aggiuntive.

Territorio

Da un punto di vista geologico il territorio della Docg si caratterizza per terreni marnosi con arenarie e sabbie di diversa colorazione  e dimensione.
Le due macrocategorie del territorio sono quella relativa al Piano Tortoniano e quella del piano Serravalliano entrambe appartenenti all’epoca Miocenica .

Entrambi le componenti sono presenti nella zona di Treiso, S. Rocco Seno d’Elvio e Neive a Sud con  prevalenza di Marne Grigie mentre la componente Tortoniana ha sede a Barbaresco e nell’altra parte di Neive  caratterizzate da Marne fossili di Sant’Agata, bluastre e calcaree.