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Chasselas

  • Il Jeu de Bulles Pet Nat  2021 di Alain Allier gioca sul frutto fresco su frutta bianca matura e ricca con profumi floreali e balsamici ed a completamento della bolla lieve. In bocca ha buona struttura ed è in equilibrio.

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  • Il Lou Cantoun 2021 di Alain Allier gioca sul frutto esuberante con la mela matura, sentori floreali con rimandi continui tra questi ed accenni speziati e profumi di macchia mediterranea. In bocca ha struttura e ricchezza, tutto è in equilibrio pieno di vita.

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  • Il Mon Blanc Bronzé 2020 del Domaine Ca Boit Libre di Damien Bastian è prodotte con uve Chasselas da vendemmia piu tardiva rispetto all'Orangé, al naso offre profumi di di agrumi gialli e arancio oltre a frutta candita. In bocca abbiamo il ritorno dei profumi con un vino che richiama la parte minerale oltre ad una bocca più rotonda e complessa rispetta agli altri bianchi.

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  • Il Mon Blanc Marignan 2021 del Domaine Ca Boit Libre di Damien Bastian è prodotte con uve Chasselas al naso offre profumi di di agrumi gialli e fiori bianchi. In bocca abbiamo il ritorno dei profumi con un vino che richiama la parte minerale e tensione nel sorso.

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  • Il Mon Blanc Marignan 2022 del Domaine Ca Boit Libre di Damien Bastian è prodotte con uve Chasselas al naso offre profumi di di agrumi gialli e fiori bianchi. In bocca abbiamo il ritorno dei profumi con un vino che richiama la parte minerale e tensione nel sorso.

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  • Il Mon Blanc Orangé 2020 del Domaine Ca Boit Libre di Damien Bastian è prodotte con uve Chasselas al naso offre profumi di di agrumi gialli e arancio oltre a frutta candita. In bocca abbiamo il ritorno dei profumi con un vino che richiama la parte minerale oltre ad una bocca più rotonda e complessa rispetta agli altri bianchi.

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  • Il Mon Blanc Orangé 2021 del Domaine Ca Boit Libre di Damien Bastian è prodotte con uve Chasselas al naso offre profumi di di agrumi gialli e arancio oltre a frutta candita. In bocca abbiamo il ritorno dei profumi con un vino che richiama la parte minerale oltre ad una bocca più rotonda e complessa rispetta agli altri bianchi.

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  • Il Mon Blanc des Alpes 2022 del Domaine Ca Boit Libre di Damien Bastian è prodotte con uve Chasselas al naso offre profumi di di agrumi gialli e fiori bianchi. In bocca abbiamo il ritorno dei profumi con un vino che richiama la parte minerale e tensione nel sorso.

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Storia e caratteristiche dell’uva Chasselas

Secondo diverse teorie l'uva Chasselas è originaria dell'Egitto o del Medio Oriente. Tuttavia, recenti ricerche sul DNA suggeriscono che provenga dalle rive del Lago di Ginevra, dove ancora oggi viene coltivata.

Sebbene il nome dell'uva sia legato al villaggio di Chasselas situato nella regione di Macon, in Borgogna, si pensa che quello fosse il punto di distribuzione attraverso la Francia dell’uva che proveniva dalla Svizzera.

Ciò che è certo è che viene coltivato in Svizzera e nelle zone limitrofe della Germania da almeno 500 anni. Per diversi secoli, dal 1700 fino all'inizio del XX secolo, lo Chasselas è stato conosciuto con il nome di Fendant (“spaccare” in francese), nome che si riferisce alla caratteristica che assumono gli acini quando vengono premuti tra il pollice e l'indice: si dividono invece di schiacciarsi.

È facile riconoscere questo vitigno per il suo germoglio color rame, il viticcio lungo, i grappoli medi, grossi e compatti, e gli acini rotondi di colore verde-giallo che diventano giallo dorato quando maturano. Di fatto, l’uva tende a maturare presto, rendendolo il vitigno ideale per i freschi pendii alpini della Svizzera.

La raccolta avviene nei mesi di settembre e ottobre. Può essere un vitigno vigoroso e iperproduttivo se non adeguatamente controllato, il che forse ha contribuito alla sua scarsa reputazione al di fuori della Svizzera, dato che molti vini a base di quest'uva possono sembrare piuttosto neutrali nel sapore.

I territori

Lo Chasselas è coltivato in tutta Europa, in particolare in Francia, Germania, Austria, parti del Nord Africa e persino Nord America. In Francia, il vitigno è stato in gran parte rimosso dai vigneti dell'Alsazia e della Loira, dove un tempo era comune, ma viene ancora utilizzato nella produzione di uva da tavola.

In Svizzera, invece, lo Chasselas la fa da padrone, tanto da essere associato all'immagine e all'identità della cultura enologica nazionale. Se nella maggior parte degli altri paesi il vitigno è considerato una semplice uva da tavola, nella Svizzera romanda se ne ricava un vino fruttato, fresco e delicato.

Nelle particolari condizioni climatiche della regione di Vaud, quest’uva dà vita a vini fruttati che si esprimo attraverso diversi gradi di ricchezza: dai vini leggeri e molto bevibili fino alle interpretazioni forti e alcoliche di alcuni vini Fendant, Dézaley, Mont-sur-Rolle o Yvorne.

Anche in Italia si coltiva un po' di Chasselas. Come nel caso della Germania e della Francia, le espressioni migliori vengono spesso prodotte nelle zone vinicole vicine al confine svizzero.

I vini e le denominazioni del vitigno Chasselas

Il vitigno Chasselas richiede un lungo lavoro sia in vigna che in cantina. I metodi di vinificazione dei viticoltori svizzeri si sono evoluti nel tempo ricercando sempre l'armonia tra la pianta, i metodi di coltura e l'ambiente. Quest’uva si adatta bene a diversi territori affermando la sua tipicità, il suo equilibrio e l'eleganza che la caratterizzano.

A seconda delle regioni il vino può essere fruttato, floreale, con un’espressione tipica del terroir. Nelle grandi annate, dopo cinque o dieci anni di sviluppo, presenta aromi di miele, sentori di noce e una consistenza morbida che gli conferisce una notevole personalità.

Lo Chasselas è stato a lungo denigrato, a tal punto che per molti anni le autorità federali svizzere hanno favorito lo sradicamento di quest’uva sovvenzionando i viticoltori che volevano piantare altri vitigni considerati di migliore qualità. Le superfici coltivate sono quindi diminuite fortemente per vent'anni, soprattutto nel Vallese dove oggi coprono meno di 1000 ettari.

Fortunatamente i viticoltori del Vaud non hanno seguito questa tendenza e questo magnifico vitigno continua a predominare in questa ragione, mentre nel resto del paese oggi si assiste ad un rinnovato interesse da parte di esperti del settore ed opinion leaders.

Un attore importante in questo contesto è l’Associazione per la Promozione dello Chasselas formatasi nel 2010 e che organizza il Mondial du Chasselas, concorso enologico annuale dal successo crescente.

Caratteristiche ed abbinamenti a tavola

I migliori vini Chasselas possono essere complessi e ricchi, mostrando una varietà di sentori fruttati, floreali e minerali, con buona acidità e capacità di invecchiare bene in cantina.

Quando invecchiato, il vino tende a mostrare sapori più ricchi di miele e nocciola, assumendo anche una tonalità più dorata.

Si tratta di un vino meraviglioso per il momento dell’aperitivo e nell'accompagnamento di piatti tipici della cucina svizzera tradizionale come la fonduta di formaggio, raclette, vacherin Mont-d'Or, trota ed un filetto di pesce persico.

I più celebri vini Chasselas ed alcune ottime cantine

Con la sua cantina Ca Boit Libre Damien Bastian si sta affermando come uno dei più importanti produttori di vini Chasselas. I vini della linea Mon Blanc tra cui troviamo le etichette Des Alpes, Bronzé ed Orangé, sono senza dubbio tra le bottiglie più interessanti.

Altra cantina di spicco è il Domaine Mouressipe guidato da Alain Allier, che propone i vini Jeu De Bulles Pet Nat Vin De France e Lou Cantoun. Nel caso di quest’ultima etichetta, le uve Chasselas vengono combinate con Chardonnay, Cinsault e Clairette, dando vita ad un vino dall’eccellente equilibrio espressivo.