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La cantina Giuseppe Mascarello

Il Nebbiolo è da tempo immemorabile il vitigno simbolo ed il più pregiato della viticoltura della Langa albese e, quando trova il giusto connubio con un terroir di grande vocazione sa esprimersi a livelli sublimi in un vino, di spiccata personalità, intensità dei profumi, grandi tannini vellutati e possibilità di grande evoluzione e tenuta nel tempo.

I componenti della famiglia Giuseppe Mascarello si occupano di viticoltura da oltre un secolo e mezzo, dapprima come massari della marchesa Giulia Colbert Faletti di Barolo, nella conduzione della Cascina Manescotto in Comune di La Morra, quindi, verso la fine del 1800, in proprio.

Fu il vignaiolo Giuseppe Mascarello che iniziò l’attività in proprio della famiglia, nel 1881, nel Comune di Monforte d’Alba, acquistando un appezzamento in regione Pian della Polvere.

Maurizio Mascarello, figlio di Giuseppe, nel 1904 comprò una cascina in regione Monprivato nel Comune di Castiglione Falletto, trasferendovi la propria attività.

Nata come azienda agricola, produceva il Barolo del vigneto di proprietà Monprivato.

Non essendo però sufficiente l’uva dell’azienda, Maurizio iniziò a completare la produzione con i vini Dolcetto e Barbera, da uve selezionate nelle migliori posizioni ed acquistate da viticoltori di fiducia della zona.

Nel 1919 Maurizio acquistò nel Comune di Monchiero (a mezza via tra Barolo, Monforte d’Alba e Dogliani) un’antica costruzione del XVIII° secolo, vanto dell’ingegneria civile piemontese del Settecento, originariamente destinata alla conservazione ed allo smercio del ghiaccio naturale.

Dopo averla ristrutturata, vi trasferì la cantina, che si rivelò subito molto adatta alla conservazione dei vini, per le sue particolarità strutturali e la capacità di mantenere in ogni stagione, una temperatura costante.

A questa attività Maurizio affiancò quella del commercio di materiali da costruzione.

Nel 1921 piantò un una parte del vigneto Monprivato, viti di Nebbiolo innestate con un particolare clone della varietà Michét. Nel 1923, alla morte del padre, Giuseppe assunse la conduzione dell’azienda familiare, coadiuvato dal fratello Natale e dalle sorelle Giuseppina ed Adelaide.

Ben presto, a causa dei diversi punti di vista sulla filosofia e sistema di conduzione dell’azienda, Giuseppe e Natale furono costretti a separare le loro strade, dividendo in due la proprietà e le rispettive zone di vendita dei vini prodotti.

Nella prima metà degli anni Trenta, Giuseppe decise di abbandonare il più redditizio commercio di materiali da costruzione, per assecondare, con tutte le energie, la vocazione alla produzione di vini d’eccelsa qualità.

Nella seconda metà degli anni Cinquanta, sostituì le vecchie botti esistenti in cantina con altre in pregiato rovere di Slavonia, prodotte in Italia con criteri particolari ed inediti, e con legno selezionato personalmente, insieme al mastro bottaio Severino Comola, in una particolare zona delle foreste della Slavonia.

Aumentò sensibilmente la produzione del Barolo, mantenendo inalterata la qualità, grazie all’ottima conoscenza dei migliori vigneti dell’albese ed alla perfetta padronanza di un ottima tecnica di vinificazione. In momenti diversi della sua vita, Giuseppe estirpò e reimpiantò vigneti di Nebbiolo.

In particolare nel 1959, selezionò un clone della varietà Michét, piantato da suo padre Maurizio nel 1920, e lo reimpiantò nel 1963.

Mauro Mascarello ha affiancato in cantina suo padre per molti anni, poi, nel 1967 ha assunto la responsabilità della conduzione della cantina di Monchiero facendosi carico in quell’anno della prima vinificazione.

Dalla vendemmia 1968 alla vendemmia 1977 ha sperimentato diversi sistemi di vinificazione, più o meno lunghe o più brevi, differenti intensità di follature e di rimontaggi, con risultati non sempre soddisfacenti.

Concluso il ciclo d’esperimenti, è tornato, alla vinificazione tradizionale lunga, apportando però dei sostanziali cambiamenti, come la riduzione dei tempi di macerazione, da 60 a 40 giorni.

Tempi ulteriormente ridotti a trenta giorni, nei primi anni Ottanta.

Nel 1970 inizia la vinificazione in selezione dell’uva proveniente da ogni singolo vigneto, in primis il Nebbiolo del vigneto Monprivato e quindi quella degli altri vigneti.

Nel 1979, alla morte dello zio Natale acquista la sua azienda, riunificandola nella azienda agricola Giuseppe Mascarello e Figlio.

Nel 1980 assunse la responsabilità diretta del vigneto Monprivato di famiglia, continuandone la conduzione con immutata filosofia: esecuzione delle tecniche da sempre praticate per ottenere l’alta qualità della “materia prima uva” sotto ogni punto di vista:

ideale condizione di maturazione dell’uva, perfetta sanità del grappolo, grande concentrazione nel grappolo dei suoi elementi costitutivi.

Oggi l’azienda è condotta dalle sapienti mani di Giuseppe ed Elena Figli di Mauro e Maria Teresa.Giuseppe Mascarello